Appena conosciuta qualche anno fa, ho capito subito che “Gretchen pensa troppo forte”. E' il titolo del suo disco. Simona Gretchen canta: -Questa voce che mi uccide/io la imploro di tacere-. Un linguaggio testo/musica sofisticato, chitarre ostinate e indubbie in “Le mie fate” e “Cera” che - "Arrivano a frotte fin troppo sicure/truccate e vistose si appoggiano al muro”, il breathing del violino di Nicola Manzan, inteso anche come “pregio” per il brano.
Anche se possiede un suo percorso voce e musica, Simona Gretchen ricorda la scuola di De Andrè. I concetti di “Fockus” dai suoni elettrici indistinti, rievocano pure un lato dark. Segno lo spessore e l'energia di “Due apprendisti” e la vigorosità di “Bianca in fondo al mare” nonché la voce dinamica della Gretchen.
-L'ironia in come si presenta/è il sorriso di chi mi paga e compra/L'ironia in come si presenta/è il sorriso di chi mi paga e compra/Liberate le parole/trafiggete le calunnie e frodi/rivolgete voci e occhi all'illusione-, sono solo alcune fasi a recitativo e si protrae con “O nostre pelli”, un'esecuzione eloquente e fondamentale, un esercizio ritmico/vocale. Gli accenti delicati ed esaltati al contempo, la voce corposa insieme all'arco ricordano suoni classici contenuti ed evidenti. L'essenziale sibilo della voce e delle chitarre in “Simpatia per B.C.”, “Ieri” e “Non trovo più le chiavi”, rendono spaziosità intesa come teatro/canzone che richiede azioni chiave fra gli strumenti.
Data di Uscita: 2009
Label: Disco Dada
Tracklist :
- Alpha Overture
Le mie fate
Cera
Fockus
Due Apprendisti
Bianca in fondo al mare
O nostre pelli
Vuot
Simpatia per B.C.
Ieri
Non trovo più le chiavi













